E’ la situazione piu’ frequente di tutte: una persona e’ gia’ in Italia, regolarmente, lavora come dipendente o ha finito gli studi, e vuole mettersi in proprio. Il permesso che ha in tasca pero’ non consente il lavoro autonomo. Serve la conversione.
La conversione non e’ automatica e in diversi casi rientra nelle quote fissate dal decreto flussi: significa che si puo’ chiedere solo in determinate finestre temporali e in numero limitato. Chi non lo sa perde l’anno.
Come funziona il decreto flussi
Attenzione: chi ha gia’ un permesso che consente il lavoro autonomo (soggiornanti di lungo periodo, motivi familiari, alcune protezioni) non deve convertire nulla e puo’ aprire subito l’attivita’.
Aprire partita IVA da cittadino straniero
Sull’attestazione camerale una precisazione importante: viene rilasciata a chi avvia un’impresa individuale o entra come socio lavoratore in una societa’ costituita da almeno tre anni. I parametri economico-finanziari richiesti sono stabiliti dalla singola Camera di Commercio provinciale, quindi cambiano da territorio a territorio.
Le quote destinate alle conversioni sono fissate anno per anno dentro il decreto flussi. Il decreto in vigore copre il triennio 2026-2028: per il 2027 le quote sono gia’ stanziate e le date vengono fissate con circolare.
Aprire la partita IVA prima di avere il titolo che consente il lavoro autonomo. Non risolve nulla e crea una posizione fiscale attiva su un soggetto che non e’ autorizzato a esercitare, con conseguenze sia fiscali sia sul rinnovo del permesso. L’ordine e’: prima il titolo, poi l’impresa.
Ditta individuale Societa’ in Italia
DPCM 2 ottobre 2025 (Gazzetta Ufficiale del 15 ottobre 2025): quote programmate per il triennio, 497.550 ingressi complessivi, di cui 164.850 nel 2026, 165.850 nel 2027 e 166.850 nel 2028. Le domande si presentano dal portale ALI del Ministero dell’Interno.
I click day del 2026 si sono gia’ svolti fra gennaio e febbraio 2026. La prossima finestra utile e’ quella del 2027: le quote sono gia’ stanziate, le date vengono fissate con circolare. Chi deve assumere dall’estero conviene che prepari la pratica adesso.
Occupare un lavoratore straniero privo di permesso valido espone il datore alla reclusione da sei mesi a tre anni e a un’ammenda di 5.000 euro per ciascun lavoratore, oltre alla maxi-sanzione amministrativa per lavoro sommerso, che puo’ arrivare a 46.800 euro per lavoratore, e alla possibile sospensione dell’attivita’ imprenditoriale.
No, quando la conversione e’ soggetta a quote si presenta nelle finestre previste dal decreto flussi. Conviene prepararsi prima della pubblicazione.
L’istanza non viene accolta e si deve attendere la finestra successiva, mantenendo nel frattempo valido il permesso attuale.
Fino alla definizione della pratica la posizione resta quella del permesso in essere.6914
Le conversioni si perdono per tempi, non per requisiti. Chiami lo 377 682 0155: verifichiamo subito se e’ nei termini.
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I testi sono consultabili sulla Gazzetta Ufficiale. Il testo unico sull’immigrazione ha subito piu’ modifiche nel corso del 2026: si rinvia sempre al testo vigente.
Avvertenza. La normativa in materia di immigrazione e di lavoro e’ soggetta a continua evoluzione: quote, termini, requisiti e importi sono modificati periodicamente da decreti, circolari ministeriali e prassi amministrativa, e possono variare anche da una Prefettura o da una Camera di Commercio all’altra. I contenuti di questa pagina hanno finalita’ esclusivamente informativa e divulgativa, sono aggiornati alla data sotto indicata e non costituiscono parere professionale, ne’ sostituiscono l’esame del caso concreto. Nessuna decisione dovrebbe essere assunta sulla base delle sole informazioni qui pubblicate: per una valutazione vincolante e’ necessario conferire un apposito incarico professionale.
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Ultimo aggiornamento della pagina: 1 settembre 2026.