La categoria catastale è la sigla, come A/2 o C/6, con cui il Catasto indica a cosa serve un immobile: abitazione, ufficio, negozio, garage. Si legge nella visura catastale e pesa più di quanto sembra: incide sulle tasse e deve corrispondere all’uso reale dell’immobile.
In questa guida trovi l’elenco completo delle categorie catastali, gruppo per gruppo, come si legge la categoria insieme a classe e rendita, quali categorie contano per il fisco e come scoprire quella di un immobile.
Categoria, classe e rendita: come si leggono
Nella visura catastale ogni immobile ha alcuni dati che vanno letti insieme:
- categoria: il tipo di immobile e il suo uso, per esempio A/2, abitazione di tipo civile;
- classe: il livello di qualità e di reddito dentro la stessa categoria, che dipende anche dalla zona censuaria; più la classe è alta, più alta è la rendita;
- consistenza: la misura dell’immobile, in vani per il gruppo A, in metri cubi per il gruppo B, in metri quadrati per il gruppo C;
- rendita catastale: il reddito che il Catasto attribuisce all’immobile, la base per calcolare l’IMU e altre imposte sugli immobili.
Gli immobili dei gruppi D ed E non hanno classi: la loro rendita si calcola caso per caso, con una stima diretta. Quelli del gruppo F non hanno rendita. L’insieme di questi dati si chiama classamento, e lo spieghiamo nella guida Classamento catastale: cos’è e perché è importante.
L’elenco delle categorie catastali
Le categorie sono divise in sei gruppi, dalla A alla F.
Gruppo A: abitazioni e uffici
- A/1 abitazioni di tipo signorile
- A/2 abitazioni di tipo civile
- A/3 abitazioni di tipo economico
- A/4 abitazioni di tipo popolare
- A/5 abitazioni di tipo ultrapopolare
- A/6 abitazioni di tipo rurale
- A/7 abitazioni in villini
- A/8 abitazioni in ville
- A/9 castelli e palazzi di eminente pregio artistico o storico
- A/10 uffici e studi privati
- A/11 abitazioni e alloggi tipici dei luoghi, come rifugi di montagna, baite e trulli
Gli appartamenti sono per lo più in A/2 o in A/3: la differenza dipende soprattutto dalle finiture e dalle caratteristiche dell’edificio, e si vede nella rendita.
Gruppo B: edifici per uso collettivo
- B/1 collegi, convitti, educandati, ricoveri, orfanotrofi, ospizi, conventi, seminari e caserme
- B/2 case di cura e ospedali che si possono valutare per confronto con immobili simili (gli altri sono in D/4)
- B/3 prigioni e riformatori
- B/4 uffici pubblici
- B/5 scuole e laboratori scientifici
- B/6 biblioteche, pinacoteche, musei, gallerie e accademie che non hanno sede in edifici della categoria A/9
- B/7 cappelle e oratori non destinati all’esercizio pubblico del culto
- B/8 magazzini sotterranei per depositi di derrate
Negozi, magazzini, garage e simili: il gruppo C
- C/1 negozi e botteghe
- C/2 magazzini e locali di deposito, comprese cantine e soffitte accatastate a parte
- C/3 laboratori per arti e mestieri
- C/4 fabbricati e locali per esercizi sportivi che si possono valutare per confronto con immobili simili (gli altri sono in D/6)
- C/5 stabilimenti balneari e di acque curative
- C/6 stalle, scuderie, rimesse e autorimesse: è la categoria di box e posti auto
- C/7 tettoie chiuse o aperte
Gruppo D: immobili a destinazione speciale
- D/1 opifici
- D/2 alberghi e pensioni
- D/3 teatri, cinematografi, sale per concerti e spettacoli
- D/4 case di cura e ospedali
- D/5 istituti di credito, cambio e assicurazione
- D/6 fabbricati e locali per esercizi sportivi
- D/7 fabbricati costruiti o adattati per un’attività industriale, che non si possono destinare ad altro uso senza trasformazioni radicali
- D/8 fabbricati costruiti o adattati per un’attività commerciale, alle stesse condizioni: per esempio grandi negozi e centri commerciali
- D/9 edifici galleggianti o sospesi, ancorati a punti fissi del suolo, e ponti privati con pedaggio
- D/10 fabbricati per funzioni produttive connesse alle attività agricole
Immobili a destinazione particolare: il gruppo E
- E/1 stazioni per servizi di trasporto terrestri, marittimi e aerei
- E/2 ponti comunali e provinciali soggetti a pedaggio
- E/3 costruzioni e fabbricati per speciali esigenze pubbliche
- E/4 recinti chiusi per speciali esigenze pubbliche
- E/5 fabbricati che costituiscono fortificazioni
- E/6 fari, semafori e torri per l’orologio pubblico
- E/7 fabbricati destinati all’esercizio pubblico del culto
- E/8 fabbricati e costruzioni nei cimiteri, esclusi colombari, sepolcri e tombe di famiglia
- E/9 altri edifici a destinazione particolare, non compresi nelle categorie precedenti del gruppo E
Gruppo F: categorie senza rendita
Servono a registrare in Catasto immobili che non producono reddito, o non ancora:
- F/1 area urbana
- F/2 unità collabenti, cioè ruderi e fabbricati così degradati da non poter essere usati
- F/3 unità in corso di costruzione
- F/4 unità in corso di definizione
- F/5 lastrico solare
- F/6 fabbricato in attesa di dichiarazione
- F/7 infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione, introdotta nel 2017
Le categorie che contano per le tasse
- A/1, A/8 e A/9 sono le categorie «di lusso» per il fisco. Chi ci abita come prima casa paga comunque l’IMU, con un’aliquota agevolata e una detrazione di 200 euro. Chi compra un immobile di queste categorie non ha le agevolazioni prima casa sulle imposte d’acquisto.
- Le pertinenze della prima casa sono nelle categorie C/2, C/6 e C/7, al massimo una per ciascuna categoria: per esempio una cantina e un box. Hanno le stesse agevolazioni dell’abitazione.
- Tutte le altre abitazioni usate come prima casa sono esenti da IMU. Per seconde case, uffici e negozi l’IMU si paga, con le aliquote decise dal Comune.
Come scoprire la categoria di un immobile
La categoria è scritta nella visura catastale, insieme a classe, consistenza, rendita e intestatari. Le strade sono tre:
- se l’immobile è tuo, puoi consultare i tuoi dati gratis sui servizi online dell’Agenzia delle Entrate, entrando con SPID o CIE: come funziona e quali limiti ha lo spieghiamo nella guida Visure catastali gratuite: esistono davvero?;
- se conosci i dati catastali (comune, foglio, particella ed eventuale subalterno, che trovi per esempio nell’atto di acquisto), c’è la Visura Catastale per Immobile, a 5,00 € + IVA;
- se conosci solo il proprietario, la Visura Catastale per Soggetto (8,00 € + IVA) parte dal codice fiscale della persona o della società ed elenca gli immobili intestati, ciascuno con la sua categoria.
Le visure arrivano via email in PDF, di norma in pochi minuti, con i dati ufficiali dell’Agenzia delle Entrate. Se ti servono anche la posizione dell’immobile sulla mappa o la divisione dell’edificio in unità, ci sono l’estratto di mappa catastale e l’elaborato planimetrico, a 12,50 € + IVA ciascuno. Tutti i prezzi sono nel listino delle visure catastali.
Come si cambia la categoria
La categoria deve corrispondere all’uso reale dell’immobile. Se l’uso cambia, per esempio un negozio trasformato in abitazione o un’abitazione trasformata in ufficio, bisogna aggiornare il Catasto con una pratica di variazione, chiamata DOCFA, che presenta un tecnico abilitato: geometra, architetto o ingegnere.
Prima della pratica catastale, però, il cambio d’uso deve essere consentito dalle regole urbanistiche del Comune: il Catasto registra la situazione, non la rende regolare. L’Agenzia delle Entrate, a sua volta, può controllare la categoria e la rendita proposte dal tecnico e correggerle.
Domande frequenti
Che differenza c’è tra A/2 e A/3?
Sono tutte e due abitazioni normali, non di lusso: A/2 è di tipo civile, A/3 di tipo economico, con finiture e caratteristiche più semplici. A parità di zona, classe e vani, la rendita di un A/2 di solito è più alta.
Che categoria ha un box auto?
C/6, la categoria di rimesse e autorimesse, che comprende box e posti auto. Una tettoia è invece in C/7.
Che categoria hanno un ufficio e un negozio?
Uffici e studi privati sono in A/10, negozi e botteghe in C/1. Gli uffici pubblici sono in B/4, banche e assicurazioni in D/5.
Le categorie A/1, A/8 e A/9 pagano l’IMU anche sulla prima casa?
Sì. Per tutte le altre abitazioni la prima casa è esente, per queste tre no: si paga con un’aliquota agevolata e una detrazione di 200 euro.
Dove trovo la categoria del mio immobile?
Nella visura catastale, accanto a classe, consistenza e rendita. È scritta anche nell’atto di acquisto, ma la visura riporta i dati aggiornati.
Questa guida ha finalità informativa e non costituisce consulenza fiscale o tecnica. Per cambiare la categoria di un immobile rivolgiti a un tecnico abilitato.
