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Nuovo cliente o fornitore: le verifiche da fare prima di firmare

Un cliente che non paga ti costa due volte: la merce o il lavoro che hai già dato, e i mesi che passerai a rincorrerlo. Un fornitore che sparisce con l’acconto ti costa l’acconto e il tempo per rifare tutto da capo.

Eppure la maggior parte dei contratti si firma sulla base di un sito web fatto bene, di una telefonata convincente e di una partita IVA scritta su una email. Nessuna di queste tre cose dice se hai davanti un’azienda solida.

Ecco cosa controllare, in che ordine, e cosa ti dice davvero ogni documento.

Passo 1 — L’azienda esiste davvero?

Sembra una domanda banale. Non lo è: una partita IVA può essere cessata da anni e comparire ancora su un sito, su una fattura o su un preventivo.

La visura camerale ordinaria ti dice in un colpo solo: se l’impresa è iscritta al Registro delle Imprese, da quando, dove ha sede, che attività svolge davvero, e soprattutto se risulta attiva — oppure cessata, sospesa, in liquidazione.

Ti basta la partita IVA. Cerca l’impresa e scarica la visura.

Un dettaglio che sfugge quasi sempre: controlla la data di iscrizione. Una società costituita tre settimane fa che ti chiede una fornitura da ventimila euro con pagamento a novanta giorni merita qualche domanda in più.

Se il fornitore è estero

Per le partite IVA di altri paesi europei esiste il VIES, il registro comunitario: se l’operatore non è iscritto lì, non puoi fatturare in esenzione e rischi di doverti accollare l’IVA. È una verifica gratuita e va fatta sempre, prima della prima fattura.

Passo 2 — Chi firma ha il potere di impegnare l’azienda?

Questo è il controllo che salva più contratti, ed è quello che quasi nessuno fa.

Nella visura camerale c’è la sezione degli amministratori e dei poteri di firma: dice chi può obbligare la società e fino a quale importo. Capita spesso che un procuratore possa firmare fino a cinquantamila euro, e oltre serva il consiglio di amministrazione.

Se il contratto lo firma qualcuno che non ne ha il potere, e domani la società non paga, quel contratto potrebbe non valere nulla contro di lei. Il problema diventa tuo, non suo.

Due cose da confrontare, sempre: il nome di chi firma deve comparire fra chi ha i poteri, e l’importo deve rientrare nei limiti indicati.

Passo 3 — È in una procedura?

Fallimento — che dal 2022 si chiama liquidazione giudiziale — concordato preventivo, liquidazione coatta: sono tutte situazioni iscritte al Registro delle Imprese e visibili nella visura, con il tribunale, la data di apertura e il nome del curatore.

Se un’azienda è in liquidazione giudiziale, chi tratta con te non è più l’imprenditore ma il curatore, e i pagamenti seguono regole completamente diverse. Firmare senza saperlo significa mettersi in coda dietro a tutti gli altri creditori.

Attenzione a una distinzione che conta: “cessata” non vuol dire “fallita”. Un’impresa può chiudere regolarmente, pagando tutti. La visura ti fa vedere la differenza.

Passo 4 — Ha già lasciato debiti in giro?

La visura camerale ti dice com’è fatta l’azienda. Non ti dice se paga.

Per quello servono altri registri, e la buona notizia è che sono pubblici:

I protesti — assegni e cambiali non pagati. È il segnale più diretto di un’inadempienza già avvenuta, e la verifica è gratuita: ti basta la denominazione della società. Verifica protesti gratis.

Le pregiudizievoli — ipoteche giudiziali e pignoramenti. Significa che qualcuno ha già ottenuto un titolo dal giudice e sta escutendo i beni. È molto più grave di un protesto.

Le procedure — a carico dell’azienda o dei suoi soci e amministratori.

Il Report Negatività (9,90 €) le controlla tutte e tre insieme, più il coinvolgimento in procedure di altri soggetti. Ti serve la partita IVA, e arriva via email in pochi minuti.

Non fermarti ai protesti. Un’azienda può essere pulita sui protesti e avere allo stesso tempo la sede pignorata o essere appena entrata in concordato: sono registri diversi, e il protesto è solo il più conosciuto.

Passo 5 — Come sta economicamente?

Le società di capitali depositano il bilancio ogni anno, ed è un documento pubblico. Non serve essere commercialisti per trarne tre indicazioni utili:

Il patrimonio netto. Se è negativo, la società ha eroso il capitale: è un campanello d’allarme serio.

L’andamento dei ricavi. Confronta due o tre anni: un fatturato che si dimezza racconta qualcosa.

La data dell’ultimo deposito. Un bilancio non depositato da due anni è di per sé un segnale — le aziende in difficoltà spesso smettono di depositare.

Il bilancio si richiede insieme alla visura, dalla stessa ricerca impresa.

Se non è una società ma un privato o una ditta individuale

Cambia il registro, non la logica. Per un imprenditore individuale la visura camerale c’è comunque, ma è più scarna: niente bilanci, niente capitale sociale.

In quel caso pesano di più le verifiche sulla persona: protesti, pregiudizievoli e — se vuoi sapere se c’è un patrimonio aggredibile in caso di insoluto — gli immobili intestati (8,00 €).

La differenza sostanziale: una S.r.l. risponde con il suo capitale, un imprenditore individuale risponde con tutto il suo patrimonio personale. È un rischio diverso, in entrambe le direzioni.

Quanto costa, in pratica

VerificaCosa ti diceCosto
Protestise ha già lasciato insolutigratis
Visura cameraleesiste, è attiva, chi firmada 10,00 €
Report Negativitàprotesti, pignoramenti, procedure9,90 €
Bilanciocome sta con i numerida 10,00 €

Trenta euro prima di una fornitura da ventimila. È il premio assicurativo più conveniente che esista, e a differenza di un’assicurazione lo paghi una volta sola.

Quando conviene farle davvero

Non serve una verifica completa per ogni fattura da duecento euro. Conviene quando:

— l’importo è rilevante per te — non in assoluto, ma rispetto al tuo fatturato;
— concedi pagamento dilazionato, cioè fai credito;
— versi un acconto prima di ricevere;
— è un rapporto continuativo che durerà mesi;
— il contatto è arrivato a freddo, senza che nessuno te l’abbia presentato.

E c’è un caso in cui va fatta sempre: quando la controparte ha fretta. La fretta di firmare è il segnale d’allarme più sottovalutato che esista.

Domande frequenti

Posso verificare un’azienda senza che lo sappia?

Sì. Registro delle Imprese, protesti, bilanci e conservatorie sono pubblici registri, consultabili da chiunque abbia un interesse legittimo. Valutare una controparte contrattuale lo è.

Basta la partita IVA?

Sì, per tutte le verifiche sull’impresa. Se il soggetto è una persona fisica serve il codice fiscale.

Ogni quanto vanno rifatte?

Le verifiche fotografano un momento. Per un rapporto continuativo che vale molto, rifarle una volta l’anno è ragionevole — o subito, se noti ritardi nei pagamenti che prima non c’erano.

Il DURC serve?

Il DURC attesta la regolarità contributiva verso INPS e INAIL. È obbligatorio negli appalti pubblici e in edilizia, e utile ovunque affidi lavori: un’azienda che non paga i contributi ai propri dipendenti raramente è in buona salute.

Se scopro qualcosa di negativo devo rinunciare?

Non necessariamente. Significa cambiare le condizioni: pagamento anticipato invece che a novanta giorni, fideiussione, fornitura frazionata. Il rischio non si elimina, si governa — ma solo se lo conosci prima di firmare.


Questa guida ha finalità informativa e non costituisce consulenza legale o finanziaria. I documenti citati sono estratti da pubblici registri e vanno utilizzati nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali.

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Affittare casa: come verificare l’inquilino prima di firmare

Uno sfratto per morosità richiede in media due anni e diverse migliaia di euro fra legale, ufficiale giudiziario e canoni mai incassati. Nel frattempo l’immobile è occupato, le spese condominiali corrono e il proprietario paga le tasse su un reddito che non ha mai visto.

Mezz’ora di verifiche prima della firma costa meno di dieci euro. È l’unico momento in cui hai ancora tutto il potere contrattuale: dopo, decide il tribunale.

Cosa puoi verificare (e cosa no)

Partiamo da qui, perché è il punto su cui si fanno più errori.

Puoi consultare i pubblici registri. Protesti, ipoteche giudiziali, pignoramenti, procedure concorsuali, immobili intestati, dati di un’impresa: sono informazioni pubbliche, consultabili da chiunque abbia un interesse legittimo. Valutare un futuro inquilino lo è.

Puoi chiedere documenti al candidato. Documento d’identità, codice fiscale, ultima busta paga o dichiarazione dei redditi: se rifiuta, è già un’informazione.

Non puoi accedere a banche dati creditizie come CRIF: sono riservate a banche e finanziarie. Chi te le promette sta operando fuori dalle regole.

Non puoi raccogliere dati eccedenti rispetto allo scopo: stato di salute, orientamento politico o religioso, situazione familiare non c’entrano nulla con la capacità di pagare un canone, e chiederli ti espone.

Il percorso in quattro passi

Passo 1 — Verifica chi è davvero

Fatti dare il documento d’identità e il codice fiscale, e controlla che il nome corrisponda. Sembra ovvio, ma capita che a firmare sia una persona diversa da quella che ha visitato la casa — magari il figlio, o un familiare che “presta” il contratto perché lui non lo otterrebbe.

Il codice fiscale ti serve anche per tutti i passaggi successivi: senza quello, ogni verifica diventa incerta per via delle omonimie.

Passo 2 — Controlla i protesti (gratis)

Un protesto significa che quella persona ha già lasciato insoluto un assegno o una cambiale, e la cosa è finita in un registro pubblico. Non è un dettaglio: è un precedente documentato di inadempimento.

La verifica costa zero e richiede un minuto: ti basta cognome, nome e — se la conosci — la provincia. Verifica protesti gratis.

Se risultano protesti, la Visura Protesti ufficiale (4,50 €) ti dice quanti sono, di che importo, quando sono stati levati e se risultano pagati o cancellati. Un protesto da trecento euro di dieci anni fa, poi saldato, è una cosa; tre protesti recenti da migliaia di euro sono un’altra.

Passo 3 — Guarda oltre i protesti

Qui sta l’errore più comune: “nessun protesto” non significa “nessun problema”.

Il Registro dei Protesti contiene solo cambiali e assegni. Non contiene le ipoteche giudiziali, i pignoramenti, i fallimenti né le procedure concorsuali. Una persona può risultare pulita sui protesti e avere contemporaneamente la casa pignorata, o essere socio di una società in liquidazione giudiziale.

Il Report Negatività (9,90 €) controlla tutto insieme e restituisce quattro esiti chiari: protesti, pregiudizievoli, procedure a carico del soggetto, coinvolgimento in procedure di altri. Ti serve solo il codice fiscale, e arriva via email in pochi minuti.

È il passaggio che cambia davvero la decisione, perché risponde alla domanda vera: questa persona ha già dei creditori che le stanno addosso?

Passo 4 — Capisci se ha qualcosa da perdere

Un inquilino che possiede un immobile ha un patrimonio aggredibile: se un domani non paga, hai su cosa rivalerti. Un inquilino nullatenente, per quanto in buona fede, non ti offre nessuna garanzia reale.

La Visura Catastale per Soggetto (8,00 €) elenca gli immobili intestati a una persona in tutta Italia. Ti serve il codice fiscale.

E se dal Report sono emerse pregiudizievoli, l’Ispezione Ipotecaria (da 21,00 €) ti dice quali ipoteche o pignoramenti gravano su quei beni. Un immobile già pignorato non è una garanzia: è un bene che sta uscendo dal patrimonio.

Se l’inquilino è un’azienda

Cambia tutto, e in meglio: sulle imprese le informazioni pubbliche sono molte di più.

Con la visura camerale vedi se la società esiste davvero, da quando, chi ha il potere di firmare il contratto, qual è il capitale sociale e — soprattutto — se è in liquidazione, in concordato o in liquidazione giudiziale.

Due controlli che si dimenticano spesso: chi firma deve averne il potere (un contratto firmato da chi non rappresenta la società è un problema tuo, non suo), e la società deve risultare attiva, non cessata o in scioglimento.

Se vuoi anche l’ultimo bilancio depositato, sai già come sta l’azienda dal punto di vista dei numeri. Cerca l’impresa e scarica la visura.

Quanto costa tutto questo

VerificaCosto
Protestigratis
Report Negatività completo9,90 €
Immobili intestati8,00 €
Visura camerale (se è un’azienda)da 10,00 €

Meno di venti euro per sapere con chi stai firmando un contratto che durerà quattro anni. Il primo mese di canone non incassato ne vale già molti di più.

Gli errori che vediamo più spesso

Fermarsi ai protesti. È la verifica più facile e più conosciuta, ma copre solo una parte del rischio.

Cercare per nome e cognome senza codice fiscale. Gli omonimi sono molti più di quanto si creda: in una sola provincia possono esserci decine di persone con lo stesso nome. Verificare la persona sbagliata è peggio che non verificare, perché ti dà una falsa sicurezza.

Verificare dopo la firma. Prima della firma puoi ancora chiedere una fideiussione, un garante o più mensilità di cauzione. Dopo, quelle richieste non le puoi più fare.

Non verificare il garante. Se il contratto prevede un garante, va controllato con lo stesso rigore dell’inquilino: una garanzia prestata da chi ha già i beni pignorati non garantisce nulla.

Domande frequenti

È legale controllare un potenziale inquilino?

Sì, se ti limiti ai pubblici registri e ai documenti che il candidato ti fornisce spontaneamente. Valutare l’affidabilità di chi entrerà in un tuo immobile per anni è un interesse legittimo riconosciuto.

Devo dirglielo?

Sulla consultazione di registri pubblici non serve il suo consenso. Ma dirlo apertamente conviene: chi non ha nulla da nascondere non si offende, e chi si offende ti sta già dando un’informazione.

Quanto tempo serve?

La verifica dei protesti è immediata. Il Report Negatività arriva in pochi minuti. Le visure camerali e catastali nel giro di qualche minuto. In mezz’ora hai il quadro completo.

Serve anche per un affitto breve o per uno studente?

Per pochi giorni il rischio è limitato e le verifiche sono sproporzionate. Per un contratto di anni — 4+4, 3+2, o un transitorio rinnovabile — valgono sempre la pena.

E se scopro qualcosa di negativo?

Non significa per forza rinunciare. Significa negoziare in modo diverso: più mensilità di cauzione, una fideiussione bancaria, un garante solido. Un protesto vecchio e saldato è una cosa; un pignoramento in corso è un’altra.


Le informazioni di questa guida hanno finalità informativa e non costituiscono consulenza legale. I documenti citati sono estratti da pubblici registri e vanno utilizzati nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali.